Massimiliano
Smeriglio
Garbatella
combat zone
Voland,
170pp.
A chi non
è di Roma, la parola Garbatella farà probabilmente pensare unicamente alla
serie tv dei Cesaroni o alla Banda della Magliana, in realtà
la sua storia inizia molto prima: questo quartiere di Roma Sud, vicino alla
Basilica di San Paolo, nasce subito dopo la prima guerra mondiale come una
borgata operaia, in vista dei successivi insediamenti industriali della zona,
sullo stile delle città-giardino inglesi, con abitazioni divise in lotti,
villini familiari e suggestive piazzette naturali tra una palazzina e l’altra;
divenuta poi uno dei cuori delle Resistenza durante l’antifascismo, rimane
tutt’oggi uno dei quartieri più tradizionalmente rossi della città. Una delle
caratteristiche più intrinseche della Garbatella, però, cui Smeriglio fa
appello per tutto il testo, è quella di esser sempre rimasta un quartiere dei
romani - nonostante le varie riqualificazioni edilizie o le comparsate
televisive più o meno recenti - immune a quel melting
pot di tradizione e movida notturna che oggi contraddistingue il
centro storico o Trastevere, e sempre fedele a quell’ideale di “paese nella
città” che le dà tanto fascino. Massimiliano Smeriglio - Assessore alle
Politiche del lavoro e della formazione della Provincia di Roma - conosce bene
la Garbatella, vi abita e l’ha amministrata fino a pochi anni fa; con questo
noir capitolino, un titolo davvero insolito nel catalogo Voland, ne racconta
sia la coriacea romanità, sia un aspetto più antropologico e politico, quello
delle ultime generazioni, sempre più disaffezionate alla politica e meno
padrone dei propri retaggi. Questo il succoso impianto di Garbatella
combat zone, la storia di Valerio Natali, giovane
rapinatore acculturato, che tra Roma, Dubai ed il sud America sceglie la via
più facile del crimine per non rimanere intrappolato in una vita senza
prospettive, tra lavori saltuari ed ambizioni irrealizzabili. Una scelta violenta,
germinata dalle storie del nonno partigiano e dai trascorsi dei suoi genitori
con Lotta Continua, ma se in altri anni certi ideali erano ben chiari, per
Valerio sono lontani ormai, sono una memoria per cui è difficile lottare ancora
e ciò che resta è guardare altrove, lontano, dall’altra parte dell’oceano e
lasciarsi tutto alle spalle.
Luca Benedetti
(originariamente pubblicato su Pulp Libri
n.88 novembre/dicembre 2010)

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