venerdì 8 gennaio 2016

Massimiliano Smeriglio - Garbatella combat zone

Massimiliano Smeriglio
Garbatella combat zone
Voland, 170pp. 

A chi non è di Roma, la parola Garbatella farà probabilmente pensare unicamente alla serie tv dei Cesaroni o alla Banda della Magliana, in realtà la sua storia inizia molto prima: questo quartiere di Roma Sud, vicino alla Basilica di San Paolo, nasce subito dopo la prima guerra mondiale come una borgata operaia, in vista dei successivi insediamenti industriali della zona, sullo stile delle città-giardino inglesi, con abitazioni divise in lotti, villini familiari e suggestive piazzette naturali tra una palazzina e l’altra; divenuta poi uno dei cuori delle Resistenza durante l’antifascismo, rimane tutt’oggi uno dei quartieri più tradizionalmente rossi della città. Una delle caratteristiche più intrinseche della Garbatella, però, cui Smeriglio fa appello per tutto il testo, è quella di esser sempre rimasta un quartiere dei romani - nonostante le varie riqualificazioni edilizie o le comparsate televisive più o meno recenti - immune a quel melting pot di tradizione e movida notturna che oggi contraddistingue il centro storico o Trastevere, e sempre fedele a quell’ideale di “paese nella città” che le dà tanto fascino. Massimiliano Smeriglio - Assessore alle Politiche del lavoro e della formazione della Provincia di Roma - conosce bene la Garbatella, vi abita e l’ha amministrata fino a pochi anni fa; con questo noir capitolino, un titolo davvero insolito nel catalogo Voland, ne racconta sia la coriacea romanità, sia un aspetto più antropologico e politico, quello delle ultime generazioni, sempre più disaffezionate alla politica e meno padrone dei propri retaggi. Questo il succoso impianto di Garbatella combat zone, la storia di Valerio Natali, giovane rapinatore acculturato, che tra Roma, Dubai ed il sud America sceglie la via più facile del crimine per non rimanere intrappolato in una vita senza prospettive, tra lavori saltuari ed ambizioni irrealizzabili. Una scelta violenta, germinata dalle storie del nonno partigiano e dai trascorsi dei suoi genitori con Lotta Continua, ma se in altri anni certi ideali erano ben chiari, per Valerio sono lontani ormai, sono una memoria per cui è difficile lottare ancora e ciò che resta è guardare altrove, lontano, dall’altra parte dell’oceano e lasciarsi tutto alle spalle.

Luca Benedetti

(originariamente pubblicato su Pulp Libri n.88 novembre/dicembre 2010)

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