giovedì 11 giugno 2015

Banana Yoshimoto - Delfini

banana yoshimoto recensione
Banana Yoshimoto
Delfini
traduzione: Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 175pp

Un mare denso. Questa l’immagine che ho avuto in mente durante tutta la lettura di Delfini.
Kimiko è una ragazza indipendente ed autonoma, senza troppi legami, neppure con il padre e la sorella. Dopo un flirt con Goro, un uomo già impegnato con una donna più grande, preferisce allontanarsi da lui senza approfondire ulteriormente il loro rapporto, portando con sé solo il ricordo di una romantica notte iniziata all’acquario di Tokio. Questa scelta la spinge via dalla città, prima come cuoca in un tempio frequentato da donne dai difficili trascorsi e poi, in solitudine, in una casa al mare imprestatale da un suo amico. Ad interrompere questo sereno vagabondare sarà un’inquietudine crescente che troverà una spiegazione solo grazie ad una ragazza conosciuta al tempio, e dotata di facoltà psichiche, che le rivelerà di essere incinta di Goro.
Una gestazione raccontata tra pagine di delicata semplicità ed altre dal sapore più gotico in cui la Yoshimoto lavora su due immagini fortissime nella mente di Kimiko: i delfini, visti all’acquario insieme a Goro alla vigilia del concepimento di Akane e gli animali imbalsamati da lei rinvenuti nella casa di villeggiatura. Questi sono probabilmente i passaggi più suggestionanti del libro, quasi fastidiosi, una sorta di limbo sensoriale dove quel mare denso arriva tutto, lentamente, con la sonnolenza di Kimiko, la sua perenne stanchezza, i malsani odori nella casa, i sogni sui delfini e sulla madre trapassata da tempo e quegli animali senza vita, sgradite suppellettili domestiche che diventano figure totemiche da interpretare ed esorcizzare e che altro non sono se non le incertezze sulla futura nascitura e sullo stesso Goro. Un libro sulla maternità che la Yoshimoto affronta come sa fare, attraverso i suoi temi più classici – il destino, la famiglia, l’amore, la morte – elaborando una gravidanza inattesa e disseminata di incontri, simboli, sogni ed incubi ad occhi aperti che convergono tutti nella nascita della piccola Akane. Una piccola genesi che passa per i luoghi oscuri dell’animo di una Kimiko che deve mettere in discussione la propria persona per confrontarsi con la complessità dell’essere donna, figlia ed ora madre e compagna di vita.

Luca Benedetti
(originariamente pubblicato su Pulp Libri n.84 marzo/aprile 2010)

Nessun commento:

Posta un commento