Banana Yoshimoto
Delfini
traduzione: Alessandro Giovanni Gerevini
Feltrinelli, 175pp
Un mare denso. Questa l’immagine che ho avuto in mente durante
tutta la lettura di Delfini.
Kimiko è una ragazza indipendente ed autonoma, senza troppi
legami, neppure con il padre e la sorella. Dopo un flirt con Goro, un uomo già
impegnato con una donna più grande, preferisce allontanarsi da lui senza
approfondire ulteriormente il loro rapporto, portando con sé solo il ricordo di
una romantica notte iniziata all’acquario di Tokio. Questa scelta la spinge via
dalla città, prima come cuoca in un tempio frequentato da donne dai difficili
trascorsi e poi, in solitudine, in una casa al mare imprestatale da un suo
amico. Ad interrompere questo sereno vagabondare sarà un’inquietudine crescente
che troverà una spiegazione solo grazie ad una ragazza conosciuta al tempio, e
dotata di facoltà psichiche, che le rivelerà di essere incinta di Goro.
Una gestazione raccontata tra pagine di delicata semplicità ed
altre dal sapore più gotico in cui la Yoshimoto lavora su due immagini
fortissime nella mente di Kimiko: i delfini, visti all’acquario insieme a Goro
alla vigilia del concepimento di Akane e gli animali imbalsamati da lei
rinvenuti nella casa di villeggiatura. Questi sono probabilmente i passaggi più
suggestionanti del libro, quasi fastidiosi, una sorta di limbo sensoriale dove
quel mare denso arriva tutto, lentamente, con la sonnolenza di Kimiko, la sua perenne
stanchezza, i malsani odori nella casa, i sogni sui delfini e sulla madre
trapassata da tempo e quegli animali senza vita, sgradite suppellettili
domestiche che diventano figure totemiche da interpretare ed esorcizzare e che
altro non sono se non le incertezze sulla futura nascitura e sullo stesso Goro.
Un libro sulla maternità che la Yoshimoto affronta come sa
fare, attraverso i suoi temi più classici – il destino, la famiglia, l’amore, la
morte – elaborando una gravidanza inattesa e disseminata di incontri, simboli,
sogni ed incubi ad occhi aperti che convergono tutti nella nascita della
piccola Akane. Una piccola genesi che passa per i luoghi oscuri dell’animo di
una Kimiko che deve mettere in discussione la propria persona per confrontarsi
con la complessità dell’essere donna, figlia ed ora madre e compagna di vita.
Luca Benedetti

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