Francesco
Dimitri
Alice nel
paese della vaporità
Salani
Editore, 288pp
Trovare questo libro dopo tanto digiuno di fantasy et similia è stata una
vera sorpresa che, devo confessare, mi ha riportato indietro di più di dieci anni
quando scoprii Nessundove di Neil Gaiman
nella vecchia collana Il libro d’oro della Fanucci e Le Piume di Vurt di Jeff Noon (Frassinelli, ormai introvabile; ed a
questo punto non posso non citare anche il suo Alice nel paese dei numeri, sempre Frassinelli,
sempre introvabile).
In calce al libro, una nota sulla Sindrome di Alice nel Paese delle
Meraviglie, una patologia che distorce la percezione della realtà. Da questo
spunto Dimitri rielabora il classico di Lewis Carroll inserendolo in un filone urban fantasy italiano che aveva esplorato con Pan
un paio di anni fa.
Dell’Alice originale, però, si limita a
riprendere alcuni nomi e personaggi ed a stravolgerli a suo piacimento – Alice
è un’antropologa, il Coniglio Bianco un feroce assassino, lo stregatto un
diavolo dei crocicchi – creando, prima di tutto, un mondo tutt’altro che
meraviglioso, la Steamland, una sorta di terra di nessuno vicino una Londra
vittoriana dal forte accento – ovviamente – steampunk, popolata da mutanti, reietti,
vampiri, monaci samurai ed altri prodotti della vaporità del titolo: una sorta
di evoluzione del vapore, uno scarto industriale, una sostanza allucinogena che
permea tutta l’aria, tanto potente da mostrare continuamente una realtà
distorta (o forse proprio la realtà effettiva) e tanto densa da poterci volare
sopra.
Inutile dire che riprendere un classico è
difficile, rischioso. Dimitri riadatta il necessario, non si lascia stringere
da vecchi nodi e raggiunge una formula narrativa indipendente, strutturata attraverso
quelli che definisce la Carne, l’Incanto e il Sogno, i tre Aspetti della realtà
già elaborati in Pan.
Con queste premesse, l’avventura di Alice è
esplorazione e lotta allo stesso tempo, un viaggio violento e sciamanico. La
vaporità stessa non resta solo un elemento dell’ambientazione, ma dà una
“filosofia” a tutta la storia. Ma qual è la storia? Quella vera? Perché Dimitri va oltre il plot e
la sua diventa una storia meta testuale, un libro nel libro che muta come muta
la vaporità, prende una forma diversa e Alice Liddell diventa una delle tante
possibili Alice Liddell delle tante possibili realtà.
Luca Benedetti

Nessun commento:
Posta un commento