
Knud
Romer
Porco
tedesco
traduzione: E.
Kampmann
Esperto
di letteratura comparata, pubblicitario di successo, attore per Lars Von Trier
in The Idiots e sin ora autore di guide su argomenti
anticonvenzionali e inconsueti, Knud Romer debutta in Italia con Porco tedesco, biografia della
famiglia Romer tra la Germania della seconda guerra mondiale e la Danimarca dei
primi anni sessanta.
Piccola premessa: il titolo italiano ne nasconde uno originale, Den som blinker er bange for døden, dalla traduzione ben più austera (Chi batte ciglio ha paura della morte) e che spiega, forse meglio, lo spirito del libro.
Piccola premessa: il titolo italiano ne nasconde uno originale, Den som blinker er bange for døden, dalla traduzione ben più austera (Chi batte ciglio ha paura della morte) e che spiega, forse meglio, lo spirito del libro.
Due sono
le costanti nella vita del piccolo Knud, la nazionalità della madre Hildegard,
tedesca trapiantata in Danimarca, e la piccola comunità di Nykøbing Falster, un
paesino che finisce prima ancora di iniziare e dove la gente è tutt’altro che
propensa ad accettare una seppur tranquilla e riservata famiglia che ancora gli
ricorda il tedesco invasore degli anni di Hitler.
In
realtà, il filone xenofobo, sebbene sia il più vibrante, nel libro è molto
tardivo e limitato agli ultimi anni, mentre buona parte della narrazione è
dedicata ai nonni – forse le pagine più colorite del testo, quelle che
farebbero pregustare una più romanzesca saga familiare, premessa poi
ridimensionata – e alla giovinezza di Hildegard, legata alla resistenza
antinazista e arrivata in terra danese in quegli anni ’50, quando la Danimarca
sembrava un paese da fiaba e “dove tutte le cose erano piccole e sembravano
giocattoli”. Nel dare forma a questa biografia, Romer sa passare dalla
leggerezza al dramma e viceversa, mentre rispolvera volentieri alcune frasi
nell’originale tedesco della sua infanzia, non come preziose citazioni, ma, più
probabilmente, come un’ancora linguistica lanciata nel passato per non
dimenticare quel retaggio teutonico così scomodo e importante. Porco tedesco è un tributo genealogico alla famiglia
Romer, un susseguirsi di eventi, aneddoti e ritratti di famiglia in un
disordine quasi richleriano – che si sa, si ama o si odia – lasciati liberi di
scorrere tra le pagine senza un preciso ordine cronologico, esattamente come
possono accavallarsi confusamente nella memoria i ricordi di una vita intera.
Luca Benedetti
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