martedì 30 giugno 2015

Scott Westerfeld - Leviathan

recensione scott westerfeld
Scott Westerfeld
Leviathan
traduzione: Tiziana Lo Porto
Einaudi, 400pp.

Dopo l’apertura al fantasy con Gli eroi del Crepuscolo di Chiara Strazzulla, Einaudi si apre anche allo steampunk. Stessa edizione di lusso, carta lucida ed illustrazioni. Stavolta, però, non parliamo di un autore esordiente ma di Scott Westerfeld, già noto in Italia, grazie a Mondadori e Newton Compton, per Uglies ed i Diari della Mezzanotte.
La premessa di Leviathan è l’omicidio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria del 1914, storico casus belli della Prima Guerra Mondiale. Westerfeld, però, rielabora i fatti storici in un’Europa completamente diversa dalla nostra: le maggiori potenze europee sono divise tra Darwinisti, seguaci delle scoperte di Charles Darwin e padroni di una avveniristica manipolazione del dna animale e Cigolanti, più guerrafondai e fedeli solo alle scienze meccaniche. All’ombra della guerra incipiente si incontrano Alek, il figlio senza titoli regali dell’arciduca, costretto alla fuga dalla aristocrazia austriaca mandante dell’omicidio e Deryn, una ragazza londinese che si finge un maschio per arruolarsi nell’aviazione britannica. E poi lei, la Leviathan, la gigantesca balena-dirigibile da guerra inglese in missione segreta verso l’Impero Ottomano.
In questo scenario di “integralismi scientifici” – quasi religiosi – Westerfeld mescola il gusto dell’avventura di un romanzo di Giulio Verne con l’immaginario di una certa animazione giapponese (Steamboy o Last Exile) ed il risultato sono un’ambientazione ed una varietà di particolari che fanno da vero nerbo a tutto il libro: la Leviathan stessa è più di una balena volante, ma un gigantesco ecosistema vivente abitato dagli uomini dell’equipaggio ed altri animali, mentre i mezzi armati dei Cigolanti, molto simili a futuristici mech robotici, sono alimentati a cherosene e pilotati con leve, manubri e valvole. Di contro, più deboli, seppur ben definiti,  risultano i personaggi che non sembrano nascondere sorprese per il lettore e che molto hanno da invidiare alle figure più “snelle” e vive dei midnighters dei Diari della mezzanotte.
La formula di Westerfeld resta sicuramente promettente, ma per un giudizio più completo bisognerà attendere i capitoli successivi Behemoth e Goliath.

Luca Benedetti
(originariamente pubblicato su Pulp Libri n.87 settembre/ottobre 2010)

Nessun commento:

Posta un commento