Marco
Balzano
Il
figlio del figlio
Avagliano
Editore, 168pp
Questo
è un libro che fa bene.
I
protagonisti sono padre, figlio e nipote della famiglia Russo, pugliesi di
nascita e milanesi di adozione, che, per una comunissima diatriba familiare
intorno alla vendita della vecchia casa al mare, fanno ritorno a Barletta per
sistemare l’annosa questione.
Marco
Balzano, anch’egli milanese di origini pugliesi, dopo un libro di poesie e di
un saggio su Leopardi, fa il suo esordio nella narrativa con questo romanzo
dallo spiccato accento autobiografico e lo fa con voce sicura ed un’enorme
sensibilità, senza bravure forzate, vicoli ciechi o passi falsi.
I
Russo non sono per nulla artificiosi nel loro essere personaggi, in poche pagine
già sono Leonardo, Riccardo e Nicola, tre caratteri, tre storie che sono una
storia sola: un contadino analfabeta che per seguire il figlio lavoratore
abbandona tutto e si trasferisce in un Italia che non sarà mai la sua nuova
casa, il figlio, già adulto sin da ragazzo, uomo pratico che si è costruito da
solo, ed il figlio del figlio, Nicola, che, sempre vissuto al nord, non ha mai
conosciuto la fatica o la povertà. Tre strade parallele che tornano indietro negli
anni, costeggiando pezzi di storia familiare e confrontandosi inevitabilmente
con un passato rimasto là, al sud. Ciascuno il suo.
Diversi
sono i modi di pensare, di guardare le strade, di salutare le persone o di passare
le giornate in quella vecchia casa piena di polvere e di oggetti, oggetti che
sono sì loro, ma che ormai non gli appartengono più. Diversi sono i modi di
parlare; è proprio il tassello della lingua, poi, che permette l’incastro più
vivido, quello del dialetto, di cui l’ultimo genuino detentore è nonno
Leonardo, figura monumentale in tutto il libro: l’unico per cui l’italiano è
ancora un’altra lingua e che quello
sradicamento dal sud non lo ha mai superato, l’unico che non è mai cambiato e
che a quel rudere giù a Barletta ci tiene ancora.
Rubo
una frase dall’introduzione di Luisa Adorno: “Pensai che per affezionarsi a qualcosa possono bastare le parole di un
altro ha detto a un certo punto Balzano. Ecco, è proprio quello che è
successo a me”. Questa, forse, è la sintesi migliore per capire l’intimità che
si trova ne Il figlio del figlio e
nell’incastro di rapporti a cui Balzano dà voce tra queste generazioni tanto
diverse che difficilmente riescono ad amarsi nello stesso modo.
Luca Benedetti

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