mercoledì 3 giugno 2015

Yoani Sánchez - Cuba Libre Vivere e scrivere all’Avana

recensione cuba libre
Yoani Sánchez
Cuba Libre Vivere e scrivere all’Avana
traduzione: Gordiano Lupi
Rizzoli, 238pp

A Cuba una connessione internet è un lusso, poter scrivere liberamente è un lusso ancora maggiore, se non addirittura un atto eversivo, magari finanziato dalla CIA. Quando nel marzo del 2008 il governo cubano oscurò il blog di Yoani Sánchez, Generación Y era già abbastanza noto perché alla sua autrice andassero, di lì a due mesi, prima il premio Ortega y Gasset per il giornalismo digitale istituito da El País e, a maggio, il novero del New York Time tra le cento persone più influenti del mondo. Yoani Sánchez, nata a Cuba nel 1975, filologa e per breve tempo transfuga in Svizzera, nel 2004 torna all'Avana e si impiega presso il portale DesdeCuba.com come webmaster. Le ragioni del suo rientro non sono ben chiare neppure a lei, ma quello che ritrova la motiva maggiormente a restare. Nel 2007 posta il suo primo messaggio su Generación Y, nome che Yoani Sánchez ha scelto pensando alla sua generazione, cresciuta tra gli anni ’70 e ’80, battezzata con una Y nel nome, dall’assonanza vagamente sovietica, e passata attraverso le restrizioni economiche del períodio especial, il razionamento, le limitazioni sociali, l’embargo e l’eredità di una ideologia mai sentita veramente. Yoani Sánchez scrive delle buche per le strade, delle buste per la spesa che restano vuote, della carenza di insegnanti, delle difficoltà derivate dal doppio conio (i pesos di poco valore per lo stretto necessario ed i pesos convertibili in dollari per beni dal costo proibitivo), della corrispondenza violata dal controllo delle autorità, del sospetto e, soprattutto, del mercato nero, dove non si trafficano solo oggetti materiali, ma anche l’informazione - non quella di stato - sotto l’ombra onnipresente del Líder máximo. Un blog di protesta non ideologica ma raccontata attraverso la vita quotidiana di quell’Avana lontana dall’immaginario turistico che la Sánchez stessa non può che criticare. Alla censura cubana di Generación Y ha risposto un’intera community internazionale che ha permesso a Yoani Sánchez di continuare a scrivere, inviare i suoi post per e-mail e saperli ugualmente pubblicati e tradotti in diciassette lingue. Di questi post, Rizzoli propone una scelta a cura di Gordiano Lupi, già autore della versione italiana di Generación Y (http://desdecuba.com/generaciony_it/). Attualmente la Sánchez è anche tra le firme del settimanale Internazionale.

Luca Benedetti
(originariamente pubblicato su Pulp Libri n.80 luglio/agosto 2009)


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