Yoani Sánchez
Cuba Libre Vivere e scrivere
all’Avana
traduzione: Gordiano Lupi
Rizzoli, 238pp
A Cuba una connessione internet è un lusso, poter scrivere liberamente
è un lusso ancora maggiore, se non addirittura un atto eversivo, magari finanziato
dalla CIA. Quando nel marzo del 2008 il governo cubano oscurò il blog di
Yoani Sánchez, Generación Y era già abbastanza noto
perché alla sua autrice andassero, di lì a due mesi, prima il premio Ortega y
Gasset per il giornalismo digitale istituito da El País e, a maggio, il novero del New York Time tra le cento persone più
influenti del mondo. Yoani Sánchez, nata a Cuba nel 1975, filologa e per breve
tempo transfuga in Svizzera, nel 2004 torna all'Avana e si impiega presso il
portale DesdeCuba.com come webmaster.
Le ragioni del suo rientro non sono ben chiare neppure a lei, ma quello che
ritrova la motiva maggiormente a restare. Nel 2007 posta il suo primo messaggio
su Generación Y, nome che Yoani Sánchez ha scelto pensando alla sua
generazione, cresciuta tra gli anni ’70 e ’80, battezzata con una Y nel nome,
dall’assonanza vagamente sovietica, e passata attraverso le restrizioni
economiche del períodio especial, il razionamento, le limitazioni sociali,
l’embargo e l’eredità di una ideologia mai sentita veramente. Yoani Sánchez scrive delle buche per
le strade, delle buste per la spesa che restano vuote, della carenza di
insegnanti, delle difficoltà derivate dal doppio conio (i pesos di poco valore
per lo stretto necessario ed i pesos convertibili in dollari per beni dal costo
proibitivo), della corrispondenza violata dal controllo delle autorità, del
sospetto e, soprattutto, del mercato nero, dove non si trafficano solo oggetti
materiali, ma anche l’informazione - non quella di stato - sotto l’ombra
onnipresente del Líder máximo. Un
blog di protesta non ideologica ma raccontata attraverso la vita quotidiana di quell’Avana lontana dall’immaginario
turistico che la Sánchez
stessa non può che criticare. Alla censura cubana di Generación Y ha risposto un’intera community
internazionale che ha permesso a Yoani Sánchez di continuare a scrivere,
inviare i suoi post per e-mail e saperli ugualmente pubblicati e tradotti
in diciassette lingue. Di questi post, Rizzoli propone una scelta a cura di
Gordiano Lupi, già autore della versione italiana di Generación Y (http://desdecuba.com/generaciony_it/).
Attualmente la Sánchez
è anche tra le firme del settimanale Internazionale.
Luca Benedetti

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