mercoledì 3 giugno 2015

Chris Killen - La casa degli amanti indecisi


Chris Killen
La casa degli amanti indecisi
traduzione: Costanza Prinetti
Einaudi, 168pp

Chris Killen, inglese di Manchester, debutta in Italia con un libro dai toni leggeri ed allo stesso tempo grigi. La casa degli amanti indecisi, a dispetto del titolo, non è esattamente una storia d’amore. Will è un ragazzo annoiato, stanco del proprio lavoro, poco pratico dell’universo femminile e profondamente prevenuto nei propri confronti. Will ha un amico, un altro Will, artista, ben quotato, narciso, gira il mondo e le donne con estrema disinvoltura e tutto gli va schifosamente liscio. Quando il primo Will, con sua grande sorpresa, inizia una relazione con la bella Alice, ragazza che altrimenti avrebbe definito inarrivabile, non può fare a meno di sprofondare in una distorta e paranoica versione della loro storia, una versione a tre, immaginaria ma non troppo. Killen intreccia, poi, la trama principale con le vicende di Helen, attrice mai realizzatasi, che per arrotondare esegue prestazioni sessuali sul web. I plot sono destinati, ovviamente, a convergere e con un incastro spazio-temporale lasciato all’intuito del lettore, Killen crea uno stuzzicante who’s who tra i suoi personaggi. Una struttura, sulle prime, piacevolmente disorientante, ma che, poi, va gradualmente ridimensionandosi per smorzarsi definitivamente in un finale dove i fili si intrecciano senza, però, stringere bene il nodo. Questo potrebbe essere un deterrente nell’approcciarsi ad un nuovo autore, tuttavia va fatta un’ulteriore riflessione. La qualità di questo esordiente sta nel raccontare di una coppia moderna senza prendersi troppo sul serio. Con uno speech essenziale ed ironico, non indugia sulla drammaticità o sulla passione, non vuole creare con Will un nuovo doppio letterario. Preferisce che gelosia e dolcezza lascino il posto ad ossessioni e vite virtuali. La raison d’etre de La casa degli amanti indecisi è raccontare una mente. Una mente che vaga nelle proprie paure, nelle proprie debolezze, nella strenua convinzione che la felicità non è cosa per sé, neppure quando ti cade tra le braccia nel momento in cui meno te lo aspetti.

Luca Benedetti
(originariamente pubblicato su Pulp Libri n.80 luglio/agosto 2009)


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